Di un comune sogno
Salutiamo con piacere la nascita di apparizioni, da cui sforbiciamo e non-leggiamo le visioni dell'ernesto sparalesto...
la visione
La visione contraddice l'esperienza; essa produce uno straniamento nella persona stessa che ne è colpita. Nella maggior parte dei casi il soggetto della visione cerca di rimuoverla, di ricondurla a un'esperienza onirica - e tuttavia, come dice Shakespeare, non si tratta "di un comune sogno". Si è percepita un'immagine, ma non la si è prodotta nella propria officina.
Se il dono della seconda vista fosse più diffuso, la relazione del singolo con la società si presenterebbe in modo diverso. Si è già detto della differenza che passa tra il profeta e il veggente. L'uno e l'altro si muovono sul confine del tempo, e vanno al di là di esso. Volendo fare un confronto, bisogna dire che i profeti hanno cambiato la storia del mondo in maniera più decisiva di quanto non abbiano fatto i più grandi condottieri e, in più, essi continuano a far sentire il loro effetto.
Junger La forbice
la visione 2
La visione non dischiude un'ampia prospettiva, come se con essa una cortina venisse squarciata: assomiglia piuttosto allo spiare attraverso il buco della serratura. Lo sguardo è limitato, cade per lo più su particolari accessori, come ad esempio, un calamaio rovesciato. Comunque su tali dettagli, è perfettamente preciso. Si potrebbe pensare a un piccolo disturbo prodotto da una minuscola vite che, nell'intreccio del meccanismo della percezione, si allenta -grazie a Dio solo per un istante.
Junger La forbice


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